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La Montagna, la Passione, Insieme!

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Gruppo Escursionisti Falchi Olginatesi


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Estate 2003

Friburgo e La Foresta Nera - 27 - 28 - 29 Giugno 2004
Altri 3 giorni da ricordare
Anche quest'anno partiamo per la Germania con il solito pullman a 2 piani completo.
Alle cascate sul Reno a Sciaffusa è prevista la prima sosta. Ci sgranchiamo le gambe ed anche le mascelle, gustando pane, salame e cartizze, come sempre gentilmente offerto dall'organizzazione.
Ben allegri affrontiamo le cascate più imponenti d'Europa, formate dal fiume che precipita di 20 metri su 150 metri di larghezza, salendo su battelli che, risalendo la corrente, ci danno la sensazione di scalare le cascate.

 Nella foto, sul battello alle cascate del Reno.

Umidi, quasi bagnati apprezziamo il caldo venticello che ci permette di asciugare velocemente i vestiti.
Ripartiamo per Friburgo e dopo una veloce sistemazione in albergo, andiamo in centro città dove ci aspetta una cabinovia per portarci al ristorante Dattler, sulla collina che domina la città. L'ottima cena sulla terrazza all'aperto, il servizio ineccepibile, i sapori della cucina tedesca e la vista della città di Friburgo al tramonto resteranno nei nostri cuori. Dopo la cena, con gli impianti di risalita fermi per l'oscurità, scendiamo veloci e sicuri dalla collina dello Schlossberg ed entriamo in città. Ma ecco che incontriamo, dopo un anno di astinenza, la regina delle bevande tedesche: la birra.
In centro città c'è un affollamento impressionante di persone che bevono boccali di birra per strada, ascoltando orchestrine e cori disposti in ogni angolo. Un aspetto appare evidente: l'età della popolazione è particolarmente giovane. Infatti Friburgo è un'importante sede universitaria che attira migliaia di studenti. La bella camminata per le vie del centro città, l'atmosfera di festa ci permette di andare a dormire soddisfatti.
Il sabato mattina il tempo è buono e partiamo per il trekking in Foresta nera. Da un caratteristico albergo in mezzo al bosco, vicino al paese di St. Margen, iniziamo la salita, che ci porterà al lago di Titisee. La foresta nera non presenta difficoltà alpinistiche ma ci avvolge ed a volte quasi ci sommerge, in una vegetazione rigogliosa.

 "Persi" nella Foresta Nera.


In alcuni punti, nonostante la mappa e le indicazioni sul sentiero, si discute per definire quale direzione prendere. Dopo alcune verifiche si decide che seguiremo sempre il sentiero alternativo a quello indicato dal falchetto del quale avevamo parlato lo scorso anno, al quale come sempre tuteliamo la privacy.
Nei pressi del grazioso laghetto Feldsee ci fermiamo in un bel rifugio per mangiare, bere e prendere il sole. A fine giornata, abbastanza provati per il lungo peregrinare su è giù per le colline della foresta nera, raggiungiamo al lago Titisee i nostri amici che, invece del trekking, hanno preferito visitare il paese e navigare con i pedalò sul lago. Tutti ritorniamo soddisfatti in città per la cena in un ristorante tipico nella piazza della Cattedrale.
La domenica mattina, in due gruppi, visitiamo a piedi la città ed i principali monumenti. Due studenti ci fanno da guida. Ci colpisce come la città, che le sere precedenti era piena di gente, al mattino della domenica è tranquilla come un paese di campagna e ci permette di sentire il canto degli uccellini..
Tutto il centro città di Friburgo è isola pedonale e in molti particolari si apprezzano le scelte dell'amministrazione che governa la città, particolarmente attenta al benessere dei cittadini. Friburgo è veramente "a misura d'uomo".
Dopo aver lasciato Friburgo ci fermiamo a Bad Krozingen alle terme della "Vita Classica", che lasceranno un ricordo indelebile nella nostra memoria. Alla terme, prima di apprezzarne le capacità di rilassamento ci stanchiamo immergendoci in tutte le piscine e vasche a varie temperature, da 29°C a 36°C.
E la musicale? Che magnifica sensazione galleggiare nella piscina a 33°C, avvolti da una musica rilassante. Era difficile, per intensità, emozione e divertimento, uguagliare e superare il successo della gita a Monaco, ma anche questa volta il GEFO ha organizzato una gita che ricorderemo piacevolmente. Nel 2004 seguiremo l'ago della bussola verso Ovest e ci dedicheremo alla Francia, nuova lingua, nuove emozioni.


Arrivederci a tutti.

Gianfranco Bonfanti





Dom (Festigrat) 4.545 mt, 12 - 13 Luglio 2004
... risaliamo per quasi un'oretta la morena e il ghiacciaio si presenta inclinato e tirato a lucido, senza neve. Lavoriamo i primi pendii con i ramponi e poi il ghiacciaio si rilassa e compare la neve.

 La vetta vista dalla Domhutte.

Impieghiamo 3 ore per giungere alla base del Festjoch, un risalto di rocce che altro non è che il prolungamento della Festigrat, la bella cresta che giunge sino in cima al Dom.
Risaliamo le facili rocce rotte della bastionata che è percorsa da alcuni cavi in acciaio ed alla base della cresta prepariamo due punti di calata per scendere un muretto di ghiaccio che porta sui morbidi (mi riferisco alla pendenza!) pendii glaciali della nord. Siamo in viaggio da circa 4 ore e mezzo e siamo a quota 3800, mancano ancora 750 metri! Ancora all'ombra ci incamminiamo nel lungo giro in senso orario che evita la zona crepacciata e prende un poco le distanze dai seracchi che incombono qualche centinaio di metri più in alto, fino a che, verso le 9 del mattino, arriviamo al sole e facciamo una pausa per mettere la crema solare e inforcare gli occhiali scuri.
Salgo con la maglietta in dry-fit e la giacca GEFO aperta, il tempo è bello e non c'è forte vento, Luciano sale seguendo il ritmo studiato di Oscar che ci vuole tutti in vetta.

 

 Nella foto, in vetta, in primo piano Marida e Alfredo.

 

Sembra impossibile che ci siano ancora 500 metri da salire eppure dosso dopo dosso non arriviamo mai, continuiamo a salire! La quota inizia a togliere il fiato eppure alle 11 e mezza dopo 8 ore siamo in 21 a festeggiare la vetta!
Un grande raggiungimento che riempie Oscar di giusto orgoglio e commozione; guidare un gruppo così numeroso ed eterogeneo non era davvero semplice!
In vetta appare come al solito tutto molto semplice: siamo saliti attingendo a piene mani alle nostre risorse atletiche e volitive e siamo arrivati, non poteva essere altrimenti! Dopo le foto di rito ci attende una discesa pressochè infinita, 3100 metri di dislivello!

 

 

"Oh che stupendo mondo è questo in cui le amicizie cancellano le ostilità del cuore, gente che lotta per qualcosa di degno, ovunque, tutt'intorno."

Riccardo "Senatore"