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La Montagna, la Passione, Insieme!

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Gruppo Escursionisti Falchi Olginatesi


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Monte KENYA - Gennaio 2004


Spedizione GEFO Monte Kenya, Cima Nelion m 5.188
L'Arrivo

 Il monte Kenya visto da est.

Si aprono le sliding-doors dell'aeroporto e allora arriva la sensazione tanto attesa! Lo sento di colpo presente nell'aria: è un odore caldo e intimamente africano quello che mi investe, un odore che sa di spezie, di terra e di cuoio bagnato; lo respiro con un misto di sorpresa e compiacimento, è tutto il Kenya insieme che ci dà il benvenuto e già in mezzo secondo ci entra dentro e ora ciò che respireremo e vivremo nelle restanti due settimane è frutto della più pura esperienza della razza africana.
I ponti sono saltati dietro di noi, davanti l'immensità e la ricchezza della cultura indigena, lo sterminato campo aperto delle ben note vastità africane!
Timeless Africa
Dopo aver reclutato i portatori, il cuoco e la guida, ci conducono a un ristorante dove ordino per tutti un "finger-licking-grilled-chicken" nella speranza di mangiare qualcosa di buono e veloce, visto che in giornata dobbiamo salire a Old-Moses Camp a 3300m sulla montagna. Ci accorgiamo ben presto che non c'è nulla da fare, qui la fretta e il tempo subiscono le tipiche deformazioni einsteniane che trasformano qualsiasi stato della materia in una indeterminata heisenberghiana entità fluttuante onda-corpuscolo.
Sta di fatto che una dolce ragazza nera ci apparecchia la tavola con la medesima calma di chi sa che il tempo è di Dio e giammai appartiene agli uomini; ogni tovaglietta di plastica, ogni piatto, ogni posata, i bicchieri, tutto viene apparecchiato con una calma cerimoniosa ed estatica, in una assoluta assenza di suoni e espressioni, un indecifrabile sensuale candore bruno che congela le molecole del tempo e rende vana qualsiasi manifestazione di insoffrenza, qualsiasi conoscenza umanamente acquisita, l'Io e la coscienza si spogliano delle speculazioni intellettuali per svanire e trasformarci tutti in uomini finalmente ignoranti, tutti fratelli della madre terra!
"Ah me misero miserabile, tutti i miei piccoli fottuti progetti per far filare l'orologio a un ritmo di ventiquattro ore al giorno. Quando poi finalmente andrò in cielo non saprò nemmeno perché mai ho sospirato e fatto e disfatto tanto o chi ero o che aspetto avevo. E ora sono qui che mi dispero per il pollo arrosto?"
La Vetta

 Da sinistra: Oscar, Riccardo, Enrico in vetta.

Fantastico! Sono le 12.15 e in poco più di 6 ore siamo arrivati lì dove da mesi volevamo arrivare. La realtà ha pareggiato i conti con l'immaginazione!
Oscar ha arrampicato forte senza esitazioni, io e Enrico abbiamo solo seguito, ma mi piace pensare che la nostra tranquillità lo abbia confortato nel guidare la cordata.
Abbiamo avuto la fortuna dalla nostra parte perchè in un ambiente così severo è importante godere di buone condizioni meteo e questo singolo fatto costituisce da solo già metà dell'impresa, l'altrà metà è stata colmata con la nostra esperienza individuale, l'amicizia, le glaciali giornate di allenamento in Antimedale (ricordo che mio padre ebbe a chiedermi "...ma stai lì di casa?"), il ripasso delle manovre di autosoccorso della cordata, la tranquillità nel percorrere slegati i tratti più "facili" e la grande forza di volontà che animava ciascuno di noi. Il Batian, l'altra vetta del Kenya, è separata da noi dalla cresta del "Gate of the Mists", completamente rocciosa, lunga circa 200 metri con difficoltà fino al III.
La guardo senza gelosia, il nostro Nelion è già bello così, perfetto, senza accanimento sportivo, senza voler fare più del necessario. Ognuno di noi sta certamente facendo le sue valutazioni personali, ma nessuno propone il prolungamento dell'avventura, siamo venuti per il Nelion, va bene così. Va più che bene.
Sono commosso.

 

"Quando io, capelli al vento, scenderò giù dal sentiero per l'ultima volta, zaino e tutto, cantando alle nevi e agli amici portatori, in cammino verso nuove avventure, e tutto è dietro a me che vivo per desiderare, così io desidererò e scenderò a balzelloni giù da questa montagna sapendo tutto a menadito oppure non sapendo nulla, pieno di splendida ignoranza, proteso verso mille altri luccichii altrove. "

Riccardo (Senatore)